La medicina rigenerativa nella cura dell’artrosi

È in continuo aumento il numero delle malattie degenerative della cartilagine.

 

Le malattie degenerative a livello di cartilagine articolare aumentano costantemente, a livello mondiale, con l’aumento dell’età media della popolazione, ma sono anche e soprattutto i sovraccarichi e l’intensa attività fisica da sport o da lavoro a procurare lesioni cartilaginee.

Il progresso della medicina e delle tecniche chirurgiche non ha ancora trovato una cura definitiva per quella che è una delle patologie più diffuse: l’artrosi.

 

L’artrosi ha un grosso impatto sulla qualità della vita e si classifica tra le prime 10 cause di disabilità nel mondo. Negli anni sono state proposte diverse soluzioni non invasive di discreto successo per il trattamento del dolore, per il miglioramento della funzionalità articolare e per rallentare il corso della degenerazione. I trattamenti conservativi come l’uso di farmaci, l’applicazione di creme e l’iniezione intra-articolare di cortisone hanno fornito risposte non sempre confortanti, per periodi limitati.

 

Una risposta migliore, in grado anche di rinviare l’intervento chirurgico, è stata fornita dalla medicina rigenerativa che ha indirizzato molti medici verso l’uso di cellule mesenchimali di origine adiposa estratte direttamente dal grasso sottocutaneo. Il tessuto adiposo purificato, una volta innestato nell’organismo, è in grado apportare un’azione anti-infiammatoria, stimolare la guarigione della cartilagine, migliorare la lubrificazione del comparto intra-articolare riducendo l’attrito e migliorando l’attività viscosupplementativa del liquido sinoviale.

 

La tecnica prevede il prelievo di quantità minime di tessuto adiposo, prelevate normalmente dalla regione addominale, e la processazione del tessuto adiposo stesso per eliminare le componenti infiammatorie (olio, sangue, detriti cellulari) riducendo così le dimensioni; il tessuto adiposo micro-frammentato così ottenuto conserva intatte le nicchie vasculo-stromali, caratterizzate da una rete vascolare in cui le cellule staminali mesenchimali e i loro precursori svolgono la loro funzione rigenerativa in maniera ottimale. È questo il vero segreto, preservare il microambiente naturale della nicchia vasculo-stromale per conservare al meglio il potenziale rigenerativo delle cellule staminali.

 

L’intera procedura si può effettuare in anestesia locale con una leggera sedazione, dura circa mezz’ora e non prevede ricovero post-operatorio. Dopo il prelievo di tessuto adiposo e la sua processazione, si esegue immediatamente l’infiltrazione intra-articolare.
Il beneficio clinico è la conseguenza di un processo biologico lungo e che si amplifica nel corso dei primi sei mesi, incrementando progressivamente la funzionalità delle articolazioni, migliorando la qualità della vita ed evitando, o meglio ritardando il più possibile, la necessità di sottoporsi a interventi chirurgici invasivi.

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