Necrosi avascolare della testa femorale

Necrosi avascolare della testa femorale: nel centro Tiss’You care la medicina rigenerativa può essere risolutiva

Osteonecrosi che cos'e l'osteonecrosi

Cos’é l’osteonecrosi

 

Osteonecrosi significa letteralmente morte del tessuto osseo. L’osteonecrosi viene chiamata anche necrosi avascolare, perché la morte delle cellule ossee chiamate osteociti, è dovuta principalmente alla mancanza di afflusso sanguigno, alla mancanza appunto di vascolarità.

 

Nel 70% dei casi colpisce principalmente la testa del femore nella porzione d’osso più prossimale, ovvero quella più vicina al centro dell’articolazione dell’anca, ma può verificarsi ad altre estremità delle ossa lunghe, colpendo le spalla, le ginocchia, le caviglie, i polsi e anche la mandibola. Parte con una piccola area di sofferenza ossea e se non curata il processo degenerativo prosegue, fino a far collassare completamente l’articolazione rendendone impossibile la sua funzionalità. Più precocemente viene diagnosticata e più il trattamento può essere conservativo.
Per quando riguarda l’osteonecrosi femorale, quando il riassorbimento osseo comincia ad essere importante, la stessa cartilagine sprofonda e si danneggia non trovando più un valido sostegno sottostante.  La degenerazione in questo caso comporta una modificazione sostanziale della forma stessa della testa del femore che non appare più tondeggiante, ma fortemente schiacciata e appiattita. In questo caso siamo di fronte ad una situazione artrosica grave che necessita quasi sempre di un impianto protesico.

 

Chi colpisce e quali sono le cause

 

La necrosi avascolare della testa femorale colpisce principalmente il sesso maschile con età compresa mediamente tra i 35 e i 60 anni. Se avviene a seguito di un evento traumatico che ha causato una sofferenza vascolare in quell’area, allora può verificarsi anche in soggetti più giovani.

Nel 50% dei casi si presenta in forma bilaterale colpendo cioè entrambe le anche. Le cause che determinano la diminuzione o la mancanza di afflusso sanguigno nell’area interessata, non sono completamente conosciute anche se, recentemente, studi scientifici hanno evidenziato l’esistenza di fattori di rischio e malattie concomitanti che possono favorire l’insorgere dell’osteonecrosi.

Sintomi osteonecrosi femorale

 

Oltre ai traumi quali fratture e lussazioni dall’anca, che possono danneggiare direttamente le strutture vascolari, determinando così la malattia, si è trovata una correlazione diretta ad esempio tra l’osteonecrosi e l’assunzione prolungata di corticosteroidi. L’uso di alcol, droghe o trattamenti chemioterapici sono altre possibili cause, così come possono esserlo la presenza di malattie quali coagulopatie, trombosi, vasculiti, morbo di Gaucher, di Chron e il Lupus Eritematoso Sistemico (LES).

 

Diagnosi osteonecrosi femorale

Sintomi e diagnosi

 

L’osteonecrosi è una malattia con decorso degenerativo e i sintomi tendono quindi ad aggravarsi con il tempo. Solitamente il primo ad apparire è il dolore. Compare improvvisamente. Sembra provenire dall’inguine per poi risalire e diffondersi a livello dell’anca, anteriormente e sul fianco. In qualche caso può farsi sentire anche sul gluteo. Il dolore può essere avvertito talvolta a riposo, ma aumenta sensibilmente quando l’articolazione è in carico o mentre si cammina, determinando in qualche caso una vera e propria zoppia.

 

Per la diagnosi sono necessari alcuni importanti esami. Le radiografie possono dare qualche riscontro se la malattia è in corso da almeno 3-4 mesi. Nelle fasi iniziali infatti questo esame darà esito negativo perché non è idoneo ad identificare sofferenze vascolari, ma può solo mettere in evidenza quelle relative alla componente minerale dell’osso, che avvengono in tempi successivi. Pertanto al fine di una diagnosi precoce, fondamentale per aumentare le possibilità di successo di trattamenti poco invasivi per il paziente, è importante eseguire una TAC o meglio ancora una risonanza magnetica che si è rivelata in grado di far risaltare i segni dell’osteonecrosi anche ai suoi esordi.

 

Trattamenti

 

Le opzioni di trattamento dell’osteonecrosi della testa del femore non sono molte e nei casi più gravi sono esclusivamente chirurgiche e portano all’impianto di una protesi d’anca. Per questo è importante una sua diagnosi precoce che consente trattamenti molto meno invasivi soprattutto considerando siamo in presenza di pazienti giovani con richieste funzionali ancora molto elevate.

Nei casi più lievi e precoci può bastare un approccio farmacologico associato o meno a stimolazione biofisica, ma quasi sempre è necessario intervenire chirurgicamente, se possibile con soluzioni mini-invasive.

Trattamento osteonecrosi femorale

 

L’intervento più frequente e conosciuto per gli stadi iniziali e intermedi della malattia è sicuramente la “Core-decompression”, ovvero la decompressione del focolaio. Mediante la creazione di un piccolo tunnel ricavato lungo il collo del femore, si va a ridurre la pressione intraossea, favorendo così una ripresa del flusso ematico. Questo intervento può essere associato all’innesto di sostituti ossei per riempiere l’area lesionata e dare un migliore sostegno alla cartilagine articolare sovrastante.

Altre opzioni chirurgiche possono riguardare l’innesto autologo di perone vascolarizzata o meno, prelevata dal paziente stesso in sede di intervento.

 

Tiss’You Care e la Medicina Rigenerativa negli interventi di osteonecrosi femorale

 

Interventi di osteonecrosi femorale
Nel centro medico chirurgico Tiss’You Care di San Marino sono state sviluppate specifiche procedure di Medicina Rigenerativa dedicate al trattamento chirurgico mini-invasivo dell’osteonecrosi femorale. Alla tecnica di Core-decompression, si affiancano infatti i più innovativi protocolli terapeutici che prevedono l’uso di cellule staminali mesenchimali concentrate e fattori di crescita per stimolare la neo-osteogenesi (formazione di nuovo osso vitale) e la neo-angiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni) due eventi biologici fondamentali per la guarigione del paziente.

 

A seconda delle necessità, vengono infatti impiegati sistemi esclusivi per la purificazione del tessuto adiposo, ricco di cellule mesenchimali o per la loro concentrazione attraverso i migliori dispositivi di preparazione dell’aspirato midollare. Le cellule staminali adulte sono solo uno dei componenti della Medicina Rigenerativa, per questo i protocolli Tiss’You Care per la necrosi avascolare di femore, prevedono anche l’impiego dei sistemi più avanzati ed efficienti per la concentrazione dei fattori di crescita piastrinici, sempre prelevati dal paziente, unitamente ai migliori sostituti ossei.

La Medicina Rigenerativa è sempre al centro dei protocolli terapeutici di Tiss’You Care e nel trattamento di questa patologia può davvero fare la differenza. 



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