Robotica, l’ultima frontiera della chirurgia protesica

Robotica, l’ultima frontiera della chirurgia protesica

La robotica costituisce oggi la più avanzata delle tecnologie chirurgiche. L’innovazione è rappresentata da un robot, una piattaforma ad alta tecnologia per la chirurgia protesica articolare totale e parziale d’anca e ginocchio. Il presupposto scientifico è che i parametri di precisione con cui la robotica impianta una protesi non siano paragonabili alla semplice visione oculare del chirurgo. Anche un chirurgo molto esperto considererà la robotica un valore aggiunto. La chirurgia robotica in ortopedia garantisce una precisione notevolmente superiore sotto il profilo millimetrico e per quanto riguarda versioni e rotazioni sul piano assiale dell’articolazione.

Il miglior posizionamento di una protesi consente alla stessa una maggior longevità. Il costo della tecnologia sarà ripagato da un decremento delle revisioni ad oggi dovute al mal posizionamento degli impianti. Negli Stati Uniti questo processo è già in atto. In tutto il mondo sono state installate oltre 500 postazioni robotiche per la chirurgia articolare di anca e ginocchio, pochissime però in Italia. Nel mondo sono state eseguite quasi 150.000 interventi per protesi di anca o ginocchio, di cui oltre 40 mila nel 2017. In Italia gli interventi complessivi eseguiti con il robot sono circa 5000 su oltre 220.000 interventi annui, qualificando quindi la tecnologia come un’avanguardia ancora troppo poco diffusa. La tecnologia robotica approderà a San Marino grazie alla visione innovativa di Tiss’You Care, la prima clinica realizzata in Europa all’interno di una Regenerative Company.

“Le patologie degenerative -spiega Paolo Fattori, CEO di Tiss’You-, soprattutto in campo ortopedico, prevedono in una fase finale, l’impossibilità ad essere trattate in maniera conservativa/rigenerativa. A questo punto è necessario ricorrere ad un impianto protesico. La chirurgia robotica è senz’altro la scelta migliore per il paziente. Il nostro obiettivo è sempre quello di unire ricerca, sviluppo, produzione di biomateriali e tecnologie per la medicina rigenerativa alle reali necessità cliniche di ciascun paziente. Lo scopo finale è quello di estendere le opzioni terapeutiche, semplificare le procedure chirurgiche, ridurre i tempi di ricovero e recupero”.